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Peritonite infettiva del gatto (FIP)

 

La malattia è di origine virale, causata da un 'corona virus'. È altamente infettiva tra gatti e non contagiosa per l'uomo e altri animali domestici (tipo cani, criceti o altri). Colpisce popolazioni feline con analoghe caratteristiche cromosomiche ereditarie, per cui in una colonia non tutti i felini vengono colpiti, recettiva la tigre in cui è mortale. Colpisce le sierose: pleure, pericardio, peritoneo. Per cui può colpire tutti gli organi interni agendo dall'esterno del loro rivestimento sieroso. Può avere decorso molto rapido, anche solo 3 giorni, o sub acuto, con decine di giorni di convalescenza e spesso porta il gatto alla morte.

Sintomatologia: il gatto si mostra indebolito, fiacco, mangia sempre meno, esce meno e fa passeggiate sempre più corte. Se la malattia colpisce i reni, come primo sintomo si osserva che l'animale fatica a trattenere la pipì e si trova a sporcare nelle varie stanze della casa dove rimane inavvertitamente chiuso anche se solo per tempi limitati. L'urina in questo caso è un po' appiccicosa (simile a quella di un gatto diabetico). In un secondo stadio immediatamente successivo questa urina può essere a volte mista a sangue. Se colpisce il fegato, si può osservare che le gengive diventano gialle (invece che rosate) come se avesse l'ittero e in genere le parti rosate si decolorano e assumono tonalità giallastre. Nel frattempo, il gatto si indebolisce sempre di più e sempre più velocemente, mangiano sempre meno fino a niente del tutto nella fase acuta e al contrario, bevendo molto e di frequente. La peritonite infettiva porta anche ad anemia, formazione di liquido nell'addome, per cui il gatto diventa sempre più scheletrico (gli si possono contare le vertebre), ma con l'addome enormemente gonfio e dopo poco muoiono

L' ascite o versamento addominale è spesso presente, ma può verificarsi anche un versamento toracico che porta a complicanze di natura respiratoria (ipoventilazione e dispnea conseguente). Il liquido raccolto per centesi (aspirazione tramite punzione della cavità interessata) presenta un elevato tasso proteico (oltre 4 g/dl) e risulta filamentoso. La causa dei versamenti va ricercata in una vasculite (infiammazione dei vasi) ad opera del coronavirus che provoca una aumentata permeabilità di vene, capillari e arteriole con conseguente stravaso di plasma. La terapia d' elezione è a base di Interferone felino, ma spesso risulta solo un palliativo e l'animale, nella stragrande maggioranza dei casi, muore o viene sottoposto ad eutanasia a causa dell' inevitabile emaciazione conseguente all'infezione primaria e alle complicanze batteriche secondarie.

Tratto da wikipedia